Autore: Federica Carpinelli

Vi ringraziamo tutti per la partecipazione alle nostre iniziative e vi auguriamo una buona estate! Ci rivedremo a Settembre con un nuovo e interessante programma di visite e passeggiate. Vi ricordiamo che se volete essere inseriti nella nostra mailing list per essere sempre aggiornati sulle nostre iniziative dovete solo mandarci una e-mail a info@arttur.it. Sono graditi anche consigli e nuove idee. Saluti Federica e Lara

Per Venerdi 22 Giugno vi proponiamo un appuntamento serale. Ci vediamo alle ore 19 all’Isola Tiberina.

Ripercorriamo la storia di un luogo determinante per la nascita della città attraverso le suggestive storie che la riguardano. I ponti Fabricio e Cestio collegano l’isola alla città da più di duemila anni, il tempio di Esculapio ha lasciato il posto alla Chiesa di San Bartolomeo e all’Ospedale Fatebenefratelli. Attraversando il ponte Fabricio, detto appunto pons Iudeorum raggiungiamo il Ghetto ebraico e in particolare il Portico d’Ottavia appena restaurato. La passeggiata prosegue attraverso il foro Boario con i suoi elegantissimi templi, fino a raggiungere il Circo Massimo. Al termine della visita verrà offerto da Arttur un drink per salutarci e augurarci delle buone Vacanze!

La visita terminerà su via del Circo Massimo presso la statua di Mazzini.

Prenotazione obbligatoria entro il 20 Giugno possibilmente, a info@arttur.it o 3356525919 (Federica) o 3397138467 (Lara).

Costo della visita euro 7 compreso il drink; euro 3 per i ragazzi; euro 1,50 per i bambini.

Per domenica 3 Giugno ore 10 vi proponiamo la visita alle Terme di Caracalla con ingresso gratuito!

Appuntamento all’ingresso delle Terme ore 10.
Si visitano gli imponenti resti delle terme imperiali seconde per grandezza solo a quelle di Diocleziano. Grandiosa la Natatio e meravigliosi I mosaici pavimentali degli apodyteria (spogliatoi).
Dalle Terme di Caracalla provengono le piu’ belle statue Farnese e le meravigliose fontane di Piazza Farnese.
Visita adatta anche ai bambini!
Costo della visita euro 7
Ragazzi euro 3
Bambini euro 1,50

Ingresso gratuito per la prima domenica del mese.

Prenotazione obbligatoria a info@ arttur.it

Oppure per sms

cof lo

a 3356525919 (Federica) o 3397138467 ( Lara).

Visitiamo con ingresso gratuito il colle fatale con l’emozionante affaccio sul Foro Romano e gli splendidi Horti rinascimentali voluti dai Farnese nel Cinquecento. Dopo lunghi lavori di restauro sono visibili e visitabili nuovamente le Uccelliere, il monumentale ninfeo e il giardino all’ italiana. Nelle Uccelliere sono in mostra per breve tempo raffinatissime statue appartenute alla collezione Farnese e collocate oggi al Museo Nazionale di Napoli.

Costo della visita : euro 10 per gli adulti; euro 3 per i ragazzi; euro 1,50 per i bambini. Ingresso gratuito per l’ultima domenica del mese. Appuntamento ore 9.30( data la gratuità si va sul presto per evitare troppo lunghe file) ingresso del Palatino su via di San Gregorio.

Per informazioni e prenotazione obbligatoria info@arttur.it oppure SMS a 3356525919 (Federica) o 3397138467 (Lara).

Oggi vorrei salire sul colle  Palatino. Mi lascio trasportare dall’evocazione della leggenda. Lassù i resti del primo villaggio. Difficile per l’occhio distratto riconoscere i resti delle famose capanne. Istintivamente cerchiamo con gli occhi qualcosa di tangibile. Invece non c’è niente di simile ai resti di un edificio. Erano capanne. Sono rimasti solo buchi di palo e solchi. È divertente raccontare ai bambini come è fatta una capanna, e l’importanza di quella canaletta…come fosse una tenda da montare in un campeggio. E però quelle tracce di vita così antiche ci disorientano. E poi la leggenda. È così radicata alle volte la leggenda nella nostra memoria, nelle nostre sensazioni, che non riusciamo quasi a prescindere da essa. Qui la leggenda diventa storia e la storia leggenda. Districarsi è complicato e forse non voglio farlo. Il mio Romolo ha un volto, quello che ha immaginato il Cavalier d’Arpino nella sala degli Orazi e Curiazi nel Palazzo del Conservatori. Mi viene in mente quel giovanotto alle prese col solco e l’aratro.

E poi mi piace immaginare la vista dal Palatino. Cosa vedeva Romolo affacciandosi dalla sua capanna? Il fiume, l’isola. Niente altro.

Mi sono sentita soddisfatta quando ho pensato che si! Ma certo! L’isola. C’è anche al centro di Parigi o di Berlino. È una specie di ritornello. Ma non è scontato. Aver letto mille volte la storia di Roma, non vale la vista da qui. Da qui non si studia. Da qui si capisce la storia. Ci si sta dentro. Chiunque avesse costruito per primo un villaggio qui sarebbe stato “Romolo”, fondatore di qualcosa di grande.

Dire ai turisti assetati di storie che Romolo è un personaggio della leggenda è sempre imbarazzante. Mi guardano come pensando che allora i libri, la scuola, i professori…ma perché ce lo fanno studiare? A volta presi dallo sconforto alcuni ingenuamente chiedono “ma almeno i sette colli sono veri?”
Allora è meglio comunque parlare di “un fondatore” così la delusione è minore. Ma se per noi Romolo è ancora così importante e carico di significati, cosa doveva essere per i romani? Per Augusto, princeps, fondatore di una nuova Roma e di una nuova età dell’oro, Romolo era un personaggio, un’ idea dalla quale non si poteva prescindere. E allora li, vicino a quelle capanne, lui, il primo imperatore romano, fece costruire la propria casa. In un gioco di simboli e richiami alle origini e tradizioni che saranno la fortuna dell’età augustea.

Oggi dalle terrazze del Palatino il fiume non si vede più, nascosto dagli edifici e dai platani e dal Lungotevere. Ma si gode nel vero senso del termine di una splendida vista.

Bisogna salire attraverso il Ninfeo Farnesiano, passare nel labirinto di siepi del giardino all’italiana, accanto alla tomba a forma di ara di Giacomo Boni, il primo archeologo a scavare qui. E poi ha inizio lo spettacolo di Roma da ogni parte. Un’esperienza da non perdere. Dove perdersi. La sensazione di essere appesi alla storia, alla grandezza, forse semplicemente l’appagante sensazione di capire il concetto di caput mundi!

Federica Carpinelli

Non so come  possa essere accaduto che un’associazione culturale di Ancona abbia richiesto di visitare la Necropoli di Porto all’Isola Sacra, ma è accaduto.
E  così dopo non so più quanti anni sono passata di nuovo attraverso quel cancello che si apre sulla terra mista a sabbia di uno dei posti più particolari che io conosca.
Il custode è un signore con i capelli bianchi che mi viene incontro tra i suoi cani scattanti e  scodinzolanti. Vivono lì. In via di Monte Spinoncia dove  nemmeno il navigatore è stato capace di condurmi senza qualche incertezza. L’ingresso alla necropoli è gratuito e questa volta si fa un’eccezione perché è domenica mentre invece l’apertura è solo di sabato. Il primo e il terzo sabato del mese. Il mio gruppo è in grande ritardo, non riescono a trovare la strada. Non è facile. Allora ho un po’ di tempo. Il tempo di entrare da sola. Il basolato è comodo, ben conservato, a doppia carreggiata.
A destra e sinistra i soliti muri e muretti dei siti archeologici. Ma basta qualche passo in più e lo spettacolo è di quelli che a me ancora da’ gioia, meglio, emozione. Edifici intatti. Iscrizioni integre. Leggibili. Di quelle che in un attimo ti permettono di entrare nel passato,  di conoscere quasi sensibilmente chi si è curato di quelle costruzioni, le ha volute, costruite e infine abitate. Le tombe oggi sono numerate e quelle meglio conservate sono quelle allineate ad ovest, cioè a sinistra. Ce ne sono alcune col bancone per il banchetto funebre. Ci si sdraiava li per celebrare il defunto. In occasione delle ricorrenze dei Parentalia o dei Feralia. Erano i figli? I liberti? I genitori? Si accomodavano davanti agli ingressi delle camere funerarie e organizzavano piccole riunioni che donavano gocce di immortalità ai defunti. Quella immortalità che tanto veniva desiderata. Nel ricordo e nel cuore di chi era ancora in vita. Cosi si spiega la cura per le descrizioni relative a se stessi, al proprio lavoro, la propria famiglia. L’impegno profuso per la costruzione. Costruzione che, sembrano volerci dire, no, non è irrilevante! Misura ben 25 o 28 piedi (ogni piede sono quasi 30 cm) in fronte, cioè lungo la strada e altrettanto, o poco meno, in agro, cioè nel retro, verso la campagna.
Questa è una delle indicazioni che mi ha sempre colpita di più. Nel momento della vita in cui ci si rivolge al pensiero della propria morte e si prepara, incerti e timorosi riguardo al ciò che sara’, la propria eterna dimora, ci si è preoccupati di indicare i dati, per così dire catastali, dell’immobile. Tra una tomba e l’altra stradine e pianerottoli, come un ordinato villaggio. Era gente semplice, operosa, artigiani, commercianti, come ci insegnano le epigrafi e i pochi mosaici ancora visibili. Leggo i loro nomi, alcuni sono liberti, si capisce dall’origine greca, alcuni ci spiegano che mestiere facevano, certo con orgoglio, come il dottore o l’ostetrica…(tomba 100). E poi c’è la piccola Zosyme, vissuta 8 anni, 7 mesi e 16 giorni. Era stata allevata con amore da un genitore adottivo, il liberto Maternus che faceva il tabellarius, il corriere postale (tomba 96).
È incredibile come tutto prenda vita intorno a me. Proprio qui, dove ci si aspetta di trovare il contrario della vita, è più forte il pensiero per la vita, per chi ha vissuto. Mi viene in mente Foscolo, in fondo non lo avevo capito affatto quando lo leggevo distratta dal dovere dello studio. E le passeggiate della mia adolescenza, e non solo, nel cimitero del paese dei nonni, così piene di volti familiari, cosi stranamente piacevoli e piene di vita.
Federica Carpinelli
Proponiamo un’escursione di una intera giornata per il 13 maggio 2018  ai Campi Flegrei con visita di Cuma, prima colonia greca fondata in Occidente. Qui si visitano i resti  dell’antica città risalente all’VIII sec.a.C. e il suggestivo antro della Sibilla, interamente scavato nel tufo per una lunghezza di 131 metri. A seguire si raggiunge Bacoli dove visiteremo la Piscina Mirabilis, immensa cisterna che riforniva di acqua la flotta romana di stanza a Capo Miseno.  Alta 15 metri e lunga 70 l’eccezionale cisterna è il punto d’arrivo dell’acquedotto romano del Serino. Infine visiteremo l’anfiteatro di Pozzuoli, con gli splendidi sotterranei perfettamente conservati.
Partenza ore 7.30 da Piazzale dei Partigiani con bus gran turismo.
Pranzo libero
Rientro a Roma previsto per le ore 20.30.
Informazionie Prenotazione a info@arttur.it o per sms a Federica 3356525919 o Lara 3397138467 entro l’8 maggio.